Campagna per la vaccinazione musicologica

Campagna per la vaccinazione musicologica

Noi siamo per i vaccini contro le palle della musicologia
#vacciniControLePalleDellaMusicologia

hanno cercato da due anni e mezzo di censurarci ma non ci sono riusciti. Perciò approfittane.

vaccinati contro le palle che gli Accademici delle bufale ti hanno raccontato su Mozart e il classicismo viennese per circa duecento anni.

Non lasciarti convincere dagli antivax musicologici. Il vaccino antiballe non ha effetti indesiderati o collaterali

Mozart la caduta degli dei e Mozart il Flauto magico, i libri su Mozart più venduti, recensiti, censurati. Corri a vaccinarti anche tu
http://www.italianopera.org/libri-per-conoscere-mozart/

Il nuovissimo metodo Catemario a Cremona Musica 2018

Il nuovissimo metodo Catemario è stato l’evento di sabato 29 dalle ore 17 nell’Area delle Edizioni musicali.
Il metodo rivoluzionario per la didattica musicale e l’insegnamento della chitarra e del pianoforte è stato esposto ed esemplificato dal M° Edoardo Catemario.
I musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta si sono occupati del contesto storico, spiegando come il metodo Catemario si basi sull’antica e gloriosa tradizione napoletana dei partimenti.

Il Metodo Catemario a Cremona Musica

Il Metodo Catemario a Cremona Musica, International Exhibitions and Festival, la Fiera Musicale n.1 al mondo per gli strumenti musicali di alto artigianato

 
Il nuovo metodo per la didattica musicale e l’insegnamento della chitarra e del pianoforte è stato presentato dal M° Edoardo Catemario sabato 29 settembre nell’Area delle Edizioni musicali della Fiera internazionale di Cremona. Il M° Catemario ci ha invitato a parlare del contesto storico. Come abbiamo spiegato, il suo metodo si basa infatti sull’antica tradizione napoletana dei partimenti.
 
“Il partimento è un sistema pratico per insegnare l’armonia, il contrappunto e la condotta delle parti sotto la guida di un Maestro, come nel metodo Catemario, che ne ha ereditato carattere e regole. L’etimologia della parola partimento è incerta e cambia nel corso dei secoli. Nel Seicento ad esempio è sinonimo di basso in una composizione, a fine Seicento è già un tipo di notazione stenografica per strumenti a tastiera, può avere diverse chiavi e contenere passaggi in imitazione. Il partimento nei primi del Settecento è già un sistema alternativo di notazione …”.
 
“I #partimenti, alla base del metodo Catemario, sono musica in potenza. Se risolti portano a un’infinità di combinazioni. Di per sé paiono incompleti, ma funzionano come i canovacci della gloriosa commedia dell’arte, sui quali improvvisano gli attori. Essi riassumono l’azione ma non contengono tutte le parole che gli attori reciteranno poi sulla scena. Sono solo degli aiuti mnemonici …”.
(Luca Bianchini, Anna Trombetta)
 
#MetodoCatemario #partimenti #CremonaMusica #belliebravi

Tutto appare assai più umano

“Tutto appare assai più umano”

di Edoardo Catemario
 
“Ho letto il libro “Mozart la caduta degli Dei” di Luca Bianchini e Anna Trombetta già qualche tempo fa. Faceva eco ad altri studi di Taboga e Enzo Amato che pure avevo letto con curiosità e interesse. Credo che gli studi volti a completare quadri anche consolidati siano sempre i benvenuti. Curiosamente, in questi giorni, mi è capitato di leggere due saggi su due argomenti “scottanti” nei rispettivi paesi; un articolo su ciò che realmente fu il ruolo di Farinelli alla corte di Spagna che smonta molte delle credenze popolarmente accettate su grande castrato ed uno di casa nostra sulla reale provenienza storica dell’Italiano (ovvero la Sicilia) e sulla relativa attribuzione di paternità a Dante. Ma nessuno di questi articoli ha suscitato le reazioni indignate di alcun membro accademico. Almeno per quanto ne sappia io. “Mozart, la caduta degli dei” è invece oggetto di un articolo che recita nientemeno “giù le mani da Mozart”. Ora, io non entro nel merito, essendo un musicista ed una persona di indole curiosa leggo e cerco di capire, se posso. Fra i pregi di FB c’è quello di permettere a persone che operano in ambiti molto diversi di entrare in contatto. Ho avuto la fortuna in questi due giorni di poter scambiare qualche battuta con il capofila (credo) dei detrattori dei due libri su Mozart che ho letto (e che mi sono piaciuti a dire il vero!): al secolo il professor Michele Girardi (che non posso taggare perché mi ha appena bannato). Il professore, pure assolutamente certo della pochezza del lavoro di Bianchini e Trombetta, non ha accettato il mio invito a comparire il 29 settembre a Cremona per intavolare una civile discussione sui temi (a quanto dice si sposa un suo amico caro) con i due autori del libro. A quanto pare non può nemmeno in altra occasione se non previa “risposta” a sue argomentazioni apparse nella sua recensione. Qui comincia il bello! L’articolo a cui fa riferimento è apparso su di un sito, non una pubblicazione scientifica, un semplice sito privato. Niente di male penso io! Il professore però, non si ferma a questo e mi invita a leggere altro articolo apparso nel forum di una rivista. Capite? Un forum! Anche questo niente affatto scientifico. Ma la cosa che mi lascia ancora più perplesso è che l’articolo non è firmato, è opera di un certo “Artifex” personaggio che se non esce dall’anonimato ha la stessa validità scientifica di Mandrake o Superman. Riassumendo: un musicologo, cattedratico, rifiuta un confronto diretto con due musicologi che hanno scritto tre libri sull’argomento ritenendo che essi debbano risposte scientifiche prima del dibattito aperto. Viene da domandarsi se le risposte le debbano a lui, autore di un articolo su di un blog privato, all’autore anonimo “Artifex” novello Zorro della musicologia o alle altre pregevoli firme che stanno dedicando il loro prezioso tempo alla compilazione di articoli critici nei confronti del libro. A Napoli diciamo che quando una cosa è troppo bella per essere vera forse non lo è… ecco Mozart incarna la quintessenza di tutto il troppo bello che io posso immaginare: bellezza musicale, numero di opere in catalogo, talento precoce, carriera fulminante e anticonvenzionale, diversità di stili etc… poi, leggendo il libro di Bianchini Trombetta tutto appare assai più umano. Questo cambia il mio apprezzamento nei confronti della musica? No! Non più di quanto non cambi il mio apprezzamento per l’Iliade sapere che non sia stata opera unicamente di Omero. Invito tutti i miei amici ancora in possesso di spirito critico a leggere il libro e tutti i miei amici musicologi che non si riconoscono nel metodo usato da questo (o altro) loro collega ad accettare un sereno confronto pubblico su di un argomento così caro a tutti noi: Mozart e se siano o no “caduti gli Dei”.” (Edoardo Catemario)
 

Cremona musica 2018

Cremona musica 2018

 
Ringraziamo Cremona Musica per averci dato la possibilità di presentare il nostro libro. Uno spazio fieristico è innanzitutto un posto di apertura ed inclusione, un’occasione per presentare un lavoro. Vogliamo immaginare che anche i più facinorosi vorranno adottare una linea di comportamento basata sulla civiltà e sul confronto delle idee.
 
Ringraziamo i colleghi che hanno voluto esprimere il loro consenso e anche quelli che hanno preferito esprimere un forte dissenso. In occasione della presentazione del libro siamo disponibili ad un pubblico confronto e contraddittorio nel tempo che abbiamo a disposizione, sabato alle ore 10 – 10.30 nell’Area Edizioni Musicali.
Risponderemo volentieri a tutte le domande e invitiamo tutti i colleghi che ne siano in possesso a presentare in maniera scientifica le proprie tesi a confutazione di quanto esposto nei nostri scritti.
 
Un grazie ancora a tutti ed a Cremona Mondo Musica per la bella vetrina ed i suoi oltre duecento eventi di alta qualità.
 
Siamo onorati di essere presenti al Festival e siamo aperti al dialogo con colleghi musicisti e appassionati di musica.
 
Luca Bianchini e Anna Trombetta

a Cremona Musica 2018 per parlare dei partimenti

Cremona Musica 2018, festival internazionale
#ScuolaNapoletana #Partimenti #MetodoCatemario
 
Siamo onorati di essere quest’anno a Cremona Musica per parlare dei partimenti, della scuola napoletana e del nuovo e rivoluzionario metodo Catemario assieme al M° Edoardo Catemario
 
Vi aspettiamo sabato 29 settembre 2018 alle 17.00 nell’Area Edizioni Musicali
 
Cremona Musica, festival internazionale con i più prestigiosi nomi della musica, è il più importante appuntamento mondiale per gli operatori professionali del mondo della liuteria e della grande musica
 

Se lo conosci lo eviti

#BassoContinuo
Se lo conosci lo eviti
 
I trattati musicali italiani sul basso continuo sono irrilevanti per conoscere la prassi della musica strumentale da camera, perché riguardano principalmente quella vocale.
 
Nella prefazione alle Nuove musiche (1602) Giulio Caccini parla della monodia accompagnata, della nascita del nuovo stile e della tecnica vocale.
Nel trattato di Agostino Agazzari Del sonare sopra il basso con tutti stromenti et uso loro nel conserto (1607) si distinguono gli strumenti fondamentali e ornamentali per accompagnare la musica vocale ove “le consonanze e tutta l’armonia sono soggette e sottoposte alle parole, e non per il contrario” e c’è un esplicito riferimento a Palestrina e quindi alla musica sacra. Così Francesco Gasparini nell’Armonico prattico al cimbalo (1729) solo di sfuggita ricorda Arcangelo Corelli e le composizioni da chiesa.
 
In Italia la musica profana da camera nel XVII e XVIII secolo non dovrebbe essere accompagnata da uno strumento armonico, perché si preferiva lo strumento ad arco a quello a tastiera. In ogni caso la parte bassa non era realizzata insieme dai due strumenti (violoncello e cembalo).
 
Luca Bianchini

Basso Sconsigliato

Sconsigliato
#BassoContinuo
 
Per Vivaldi il cembalo diviene superfluo e in alcuni tratti lo disturbava per motivi timbrici. Se in buona parte della musica strumentale di Vivaldi la realizzazione del basso continuo è sconsigliata, per le altre composizioni è possibile aggiungerla, se è richiesta, ma in genere è meglio levarla, come ad esempio nelle 12 Sonate a tre dell’opera prima con “due violini, violone o cembalo”. Gli accordi dell’accompagnamento coprirebbero i temi musicali e i motivi che si rincorrono in stretta imitazione, vedi l’allemanda della sonata 3 o la giga della sonata 2. #Partimenti
 
Luca Bianchini

Senza Cembalo

Senza Cembalo
#BassoContinuo #Partimenti
 
Georg Muffat nell’Armonico Tributo dà istruzioni dettagliate per la realizzazione pratica dei concerti grossi, dicendo che “possono essere eseguiti con tre soli strumenti, per esempio due violini e un violoncello o una viola da gamba per il continuo,… oppure da quattro o cinque strumenti… Nei quali, avendo più gran numero di Musici” potranno essere aggiunti “ancora il violino primo e secondo come anche il violone o cembalo” raddoppiando le parti scritte. Nelle occasioni celebrative ed encomiastiche l’organico strumentale era molto ampliato.
 
Vivaldi indica raramente i bassi numerati nelle sue composizioni, ma ciò non significa che il basso continuo sia assente. In un concerto manoscritto le cifre sul basso, che suggeriscono stenograficamente gli accordi da realizzare al clavicembalo, compaiono solo nelle ultime cinque battute del finale. In effetti, i musicisti preparati non hanno bisogno dei numeri sopra il basso per sapere cosa suonare.
 
Queste considerazioni però non dimostrano l’obbligatorietà del continuo, perché è altrettanto vero che in numerosi autografi vivaldiani ci sono le indicazioni “senza cembalo”, “senza organi o cembali” e “senza cembali sempre”, non solo per motivi di timbro, ma per una comune prassi esecutiva, ad esempio nel terzo tempo del Concerto La Notte. La linea del basso nei concerti di Vivaldi a volte si sposta più in alto del registro consueto ed è suonato dalla viola. Walter Kolneder ha esaminato il materiale d’orchestra usato da Vivaldi nel Concerto in mi minore per violino RV126. E’ evidente che lo strumento a tastiera si fermava quando il basso era trasportato all’ottava alta … Circa la metà della musica vivaldiana va eseguita senza strumenti di ripieno armonico.
 
Luca Bianchini

Il Basso Immaginario

Il Basso Immaginario

Le Sonate a violino solo e violoncello col cimbalo di G.A.Piani pubblicate a Parigi nel 1712 richiedono tre suonatori: violino, violoncello e clavicembalo e le Sonate di Porpora, edite nel 1754 a Vienna, secondo la dedica debbono essere eseguite da violino, violoncello e clavicembalo.

Il raddoppio della linea del continuo è probabilmente caratteristico del luogo ove sono pubblicate le musiche e non deve essere riferito all’ambiente culturale italiano.

Questi motivi valgono anche per le composizioni profane strumentali di organico maggiore: a cinque e più parti. Gli strumentisti che Burney incontra nelle città d’Italia spesso non usano il basso continuo; i musici che vede a Brescia di ritorno dalla Russia hanno un’orchestra formata da due violini, un mandolino, un corno, una tromba e un violoncello.

A Venezia, sopra una chiatta in Canal Grande, egli ascolta una orchestra di violini, flauti, corni, contrabbassi, un timpano e un tenore: “si trattava di una manifestazione di galanteria a spese di un innamorato che offriva una serenata alla sua bella”. I concerti grossi sono eseguiti nel modo della Sonata a tre.

#BassoContinuo #Partimenti #ScuolaNapoletana #ScuolaVeneta#ScuolaItaliana

Luca Bianchini

Per approfondimenti, vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart la caduta degli dei parte seconda (2017) e Mozart la caduta degli dei parte prima (2016)

novità editoriale

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart il flauto magico, (2018)