L’Arcadia questa sconosciuta (in musica)

L’Arcadia, segue al Barocco e rappresenta un’accademia letteraria, fondata a Roma nel 1690. Pietro Metastasio ne è uno dei maggiori rappresentanti, ed evidenzia l’antibarocchismo.
Ora, come si spiega che in musica il Barocco prosegue dopo il 1690? Facile. Sono ragioni commerciali, che hanno spinto a fissare periodizzazioni arbitrarie che tanto piacciono ai tedeschi.
Galuppi è autore che vive in quel periodo arcade e nel successivo Illuminismo italiano. Galuppi è diversissimo da Monteverdi, come l’Illuminismo è lontano mille miglia dal Barocco. La musica dovrebbe rappresentare l’epoca nella quale nasce, non il portafoglio di editori privi di scupoli.

Galuppi. Confitebor

 

La sintesi dell’età dei lumi

Un capitolo della Nuova storia della Musica dell’Allorto si intitola “Bach e Handel, sintesi dell’età barocca”. Ora, i due sono la sintesi del pangermanesimo che li ha esaltati. Altro che barocco, che è pure divisione musicale inventata dai tedeschi.

Perché non intitolarlo Vivaldi e Scarlatti sintesi dell’età dei lumi?

La gelosia

“Per mezzo della parodia Mozart sfogò la sua ira e il suo disprezzo per quella musica sciocca e insipida con cui un musicista straniero poteva conquistare fama e ricchezze”.

Questo testo di sapore razzista germanocentrico è scritto in una delle più famose biografie di Mozart

 

l’eccellenza dell’Età dei Lumi, dell’Arcadia e del Neoclassicismo

Gli italiani primeggiavano nel Settecento anche nella musica sacra. Sono l’eccellenza dell’Età dei Lumi, dell’Arcadia e del Neoclassicismo.

Galuppi, che ha scritto questo magnifico Te Deum, non è citato neppure una volta da Charles Rosen in un libro “Lo Stile classico” che pretende di parlare di stile classico e che è preso come testo di riferimento nelle Università italiane. Che vergogna

Galuppi, Te Deum 

Concerti per violoncello di Cerri

Gli italiani, sopra tutti Cambini, Rauzzini, Giordani, Giardini e Boccherini oltre Cirri, Lorenziti, Traversa, Borghi e Pugnani “sono i più audaci e sperimentano senza posa, nuove combinazioni formali e nuovi atteggiamenti stilistici: in loro il Quartetto veramente vive: appunto perché si trasforma”. Quando Haydn e Mozart riprendono a scrivere Quartetti, “un nuovo compositore già è pronto all’orizzonte: il Viotti”.
 

concerto per violino del bergamasco Antonio Lolli

Questo concerto per violino del bergamasco Antonio Lolli (1725-1802) contiene passaggi stupendi. Il compositore ebbe grande successo prima a Parigi e poi in Russia. Divenne virtuoso da camera al servizio dell’imperatrice Caterina la Grande dal 1774 al 1783. Il prestigioso incarico non gli impedì di proseguire l’attività concertistica in giro per l’Europa. Fu uno dei migliori violinisti del periodo neoclassico.
“Come compositore è niente di niente”, scrivevano i tedeschi, evidentemente rosi dalla gelosia  e per nulla originali: già avevano dato dell’imbrattacarte a Sammartini, dell’asino a Sarti e del cialtrone a Clementi …

Concerto per violino del bergamasco Antonio Lolli

 

PAUMGARTNER (1945, 437), tra i massimi musicologi del periodo nazista, non si vergognava a scrivere che “sia o no stata pronunciata questa crudissima frase, sta di fatto che Mozart fu sempre propenso ad attribuire i propri insuccessi ai subdoli intrighi dei ‘furfanti celtici’; e in questo caso probabilmente con ragione”
 

Musica pura

“Che la musica del Salisburghese fosse pura, lo scrisse Eichenauer nel libro Musica e razza (Musik und Rasse) del 1932. Annotò anche che Haydn e Mozart possedevano origine comuni dinariche e ariane, e con quegli stessi ingredienti era davvero singolare, osservava, che avessero potuto sviluppare stili così diversi, eppure geniali, che si distinguevano nettamente da quelli dei popoli inferiori.”