La Scuola Musicale Napoletana

Home » la Scuola Musicale Napoletana
 
La Scuola musicale napoletana si sviluppò a Napoli dalla prima metà del Cinquecento. Le produzioni musicali del primo Seicento, sino a quelle dei primi decenni del Novecento, servirono da modello di eccellenza alla musica di tutto il mondo.  
italianOpera e l'Associazione Domenico Scarlatti approfondiscono assieme la musica e la cultura napoletana dal Barocco al primo Novecento.  

italianOpera collabora con la prestigiosa Associazione Domenico Scarlatti, fondata e diretta dal Maestro Enzo Amato, distintasi per l'attività di ricerca e per la promozione della musica napoletana. Gli studi su Domenico Scarlatti e la scuola musicale napoletana godono dei patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Parlamento Europeo, della Commissione Europea, rappresentanza Italiana, del Ministero dei beni culturali Italiano, del CIM Unesco e della Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici di Napoli e della Regione Campania.
Il presidente di italianOpera Luca Bianchini è membro del comitato scientifico della Domenico Scarlatti.
italianOpera e l'Associazione Scarlatti offrono descrizioni storiche, articoli di interesse musicale, esempi musicali e collegamenti alle partiture delle opere citate.

 

La Scuola Musicale Napoletana dalla prima metà del  XVII secolo alla prima metà del XIX secolo

 

Complementi di storia dell'arte Barocca Napoletana e di Storia della Letteratura.

La pagina contiene esempi musicali, dal periodo Barocco al Novecento Napoletano, e riguarda la collocazione storica degli stili napoletani in musica, i rapporti tra musica e letteratura partenopea. Ci sono anche dei link alle partiture.

Barocco

Lo spettacolo dell'Opera fu introdotto a Napoli a metà del Seicento, quando il vicerè spagnolo chiamò da Roma la compagnia tatrale dei Febi Armonici, che allestirono la Didone di Cavalli, e successivamente l'Incoronazione di Poppea di Monteverdi. Il Teatro di San Bartolomeo fu aperto nel 1654. Le opere venziane vennero rimaneggiate secondo il gusto napoletano da Francesco Cirillo, tenore della Compagnia dei Febi Armonici. Francesco Provenzale fu tra i primi operisti napoletani, autore di Il schiavo di sua moglie e della Stellidaura vendicata, che rivelano inventiva melodica e caraterizzazione dei personagi, anche comici. I Conservatori napoletani dei Poveri di Gesù Cristo, della Pietà dei Turchini, di Santa Maria di Loreto e di Sant'Onofrio furono i modelli per le istituzioni pubbliche d'Europa, dove istruire i musicisti. Lì si insegnava il canto, gli strumenti ad arco e a fiato. a tastiera, oltre alla composizione e al contrappunto. Queste scuole consolidarono lo sviluppo delle scuola napoletana, all'avanguardia in tutto il mondo. Caposcuola fu Francesco Durante, prima allievo e poi Maestro al Sant'Onofrio. Scrisse molta musica strumentale e pregevoli pezzi religiosi. Formò i migliori Maestri della tradizione partenopea, tra i quali Jommelli, Paisiello, Pergolesi, Piccinni, Traetta, Sacchini. Per merito di Feo, Leo, Popora, Tritto, Vinci la scuola Napoletana rappresentò l'eccellenza in Europa.

Poiché si trattò di scuola, non è certo che i singoli compositori fossero gli autori di tutti i pezzi musicali loro attribuiti. Sino oltre il periodo barocco la questione delle attribuzioni è aperta. Nel Seicwento e nel Settecento la gerarchizzazione sociale poneva i musicisti al livello dei servi, costretti a lavorare per un tozzo di pane. In Italia la maggior parte della gente vivena in stato di quasi schiavitù, assoggettata a gente straniera. Gli apprendisti delle botteghe musicali, come per l'arte figurativa, erano spesso gli autori reali delle musiche, mentre i compositori di successo, incaricati dai potenti di turno, supervisionavano il lavoro. Questo spiega perché un compositore riuscisse a comporre in poche settimane una mole immensa di musica. I copisti professionisti mettevano assieme opere con pezzi diversi, traendo temi e pezzi da materiale preesistente. Un'opera era ovviamente attribuita a un solo autore, per ragioni soprattutto economiche. Molti in realtà avevano contribuito alla creazione di musica e testo. Questo fatto che era comune in tutta Europa. Basti pensare a quelle satire letterarie, che descrivono il compositore e il librettista come organizzatori, la maggior parte delle volte, di materiale altrui.

Come non c'erano geni in Italia, così non c'erano geni neppure in Europa, o nel mondo. C'erano solo bravi artigiani e validi Maestri di bottega. L'idea del genio è tutta romantica. Nel Settecento è del tutto fuori luogo, mentre nell'Ottocento è frutto di fantasia.

Come Canova interveniva all'ultimo a finire le sue sculture, quando mancavano pochi millimetri al lavoro di finitura, così i capiscuola napoletani sono, come dice la parola, nomi illustri che rappresentarono una scuola musicale viva, che si fece conoscere ed apprezzare in tutto il mondo.

  • Alessandro Scarlatti

    • La biografia

    • Le opere

    • I manoscritti

    • Le partiture a stampa

    • I libretti a stampa

      • Testi

  • Domenico Scarlatti

    • La biografia

    • Le opere

    • I manoscritti

    • Le partiture a stampa

    • I libretti a stampa

      • Testi

    • le Sonate

      • il Catalogo

    • le Sinfonie

Arcadia

Napoli fu soggiogata agli spagnoli, poi all'Austria dal 1707, di nuovo agli spagnoli dal 1735, fino a conquistare l'indipendenza nel 1759 sotto Ferdinando di Borbone. Lo stato di asservimento, nella quale versava la popolazione, artisti compresi, unità alla splendida genialità partenopea, garantì la continua produzione di Opere liriche, che mantenne il suo primato qualitativo in tutta Europa. Le melodie napoletane si distinsero per la malinconia di certe soluzioni armoniche, che ben riflettevano la mancanza di libertà sociale. Un nuovo Teatro nel 1737 prese il posto del vetusto San Bartolomeo, cioé il San Carlo di Napoli (in omaggio al sovrano). Furono messe in scena Opere Buffe, che iniziarono un nuovo genere e influenzarono la musica europea, specie l'Opera e la Canzone francesi. A Napoli si sancì la demarcazione tra i generi serio e buffo. Questo avvenne per la prima volta al mondo. Gli argomenti dei nuovi lavori erano ambientati nel mondo della borghesia. I personaggi si ispirarono alle Compagnie di Commediografi, che erano attori, e insieme cantanti professionisti. All'Opera buffa si dedicarono musicisti napoletani, rappresentanti di botteghe musicali di prim'ordine. Quella era la musica d'avanguardia del tempo. Gli spettacoli si tennero prima nel Teatro dei Fiorentini, poi nel Teatro Nuovo e infine in quello Del Fondo.

  • L'Opera buffa

Dopo Alessandro Scarlatti si affermarono nell'Opera seria, buffa, nella musica strumentale e religiosa i nomi di Feo, Jommelli, Leo, Pergolesi, Piccinni, Porpora, Traetta, Vinci.

Neoclassicismo

  • Niccolò Paisiello

  • Mozart a Napoli

    • il Concerto di Mozart per due lire e orchestra

    • Musica Napoletana e Wiener Klassik

Romanticismo

La Romanza

La Canzone Napoletana

Novecento

 

link

Associazione Domenico Scarlatti


Mp3

 

aggiornamenti

italianOpera è su Facebook pagina di Facebook per italianOpera

Iscriviti al gruppo italianOpera per scaricare gratutitamente i libretti delle opere, i libri, le partiture, i testi o gli spartiti delle Romanze e delle Canzoni d'autore.