l’eccellenza dell’Età dei Lumi, dell’Arcadia e del Neoclassicismo

Gli italiani primeggiavano nel Settecento anche nella musica sacra. Sono l’eccellenza dell’Età dei Lumi, dell’Arcadia e del Neoclassicismo.

Galuppi, che ha scritto questo magnifico Te Deum, non è citato neppure una volta da Charles Rosen in un libro “Lo Stile classico” che pretende di parlare di stile classico e che è preso come testo di riferimento nelle Università italiane. Che vergogna

Galuppi, Te Deum 

Concerti per violoncello di Cerri

Gli italiani, sopra tutti Cambini, Rauzzini, Giordani, Giardini e Boccherini oltre Cirri, Lorenziti, Traversa, Borghi e Pugnani “sono i più audaci e sperimentano senza posa, nuove combinazioni formali e nuovi atteggiamenti stilistici: in loro il Quartetto veramente vive: appunto perché si trasforma”. Quando Haydn e Mozart riprendono a scrivere Quartetti, “un nuovo compositore già è pronto all’orizzonte: il Viotti”.
 

concerto per violino del bergamasco Antonio Lolli

Questo concerto per violino del bergamasco Antonio Lolli (1725-1802) contiene passaggi stupendi. Il compositore ebbe grande successo prima a Parigi e poi in Russia. Divenne virtuoso da camera al servizio dell’imperatrice Caterina la Grande dal 1774 al 1783. Il prestigioso incarico non gli impedì di proseguire l’attività concertistica in giro per l’Europa. Fu uno dei migliori violinisti del periodo neoclassico.
“Come compositore è niente di niente”, scrivevano i tedeschi, evidentemente rosi dalla gelosia  e per nulla originali: già avevano dato dell’imbrattacarte a Sammartini, dell’asino a Sarti e del cialtrone a Clementi …

Concerto per violino del bergamasco Antonio Lolli

 

PAUMGARTNER (1945, 437), tra i massimi musicologi del periodo nazista, non si vergognava a scrivere che “sia o no stata pronunciata questa crudissima frase, sta di fatto che Mozart fu sempre propenso ad attribuire i propri insuccessi ai subdoli intrighi dei ‘furfanti celtici’; e in questo caso probabilmente con ragione”
 

Musica pura

“Che la musica del Salisburghese fosse pura, lo scrisse Eichenauer nel libro Musica e razza (Musik und Rasse) del 1932. Annotò anche che Haydn e Mozart possedevano origine comuni dinariche e ariane, e con quegli stessi ingredienti era davvero singolare, osservava, che avessero potuto sviluppare stili così diversi, eppure geniali, che si distinguevano nettamente da quelli dei popoli inferiori.”
 

Parlano di noi

“Tra le opere che subirono gli influssi immediati del Flauto magico recentemente è stato portato alla luce Verter di Johann Simon Mayr, illuminato di Baviera riparato a Bergamo dopo la persecuzine dell’Ordine (crf. Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart, Mayr Fratelli Illuminati, Archè, Milano 2001, prefazione di Alberto Basso)”

Francesco Attardi, Viaggio intorno al Flauto magico, LIM, 2006

Parlano di noi

Parlano di noi
 
“Nella Chiesa di Santa Maria Maggiore a Bergamo un altro Uroburo fa da tarda cornice al ritratto tombale di Johann Simon Mayr (1763-1845), locale Maestro di Cappella nonché illuminato di Baviera (vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta Goethe Mozart e Mayr Fratelli illuminati, Presentazione di Alberto Basso) … “
ANGELA IDA VILLA, La modernità dell’antico, EDUCatt, Milano 2012, p.96